MOZIONE FINALE X CONGRESSO NAZIONALE S.N.R.
Il
decimo congresso del
Acquistare
nuova tecnologia senza implementare le
indispensabili risorse umane per utilizzarla non risolve i problemi e nell’atto di
indirizzo del Comitato di Settore per il nuovo contratto della dirigenza medica,
non si rileva la presenza di misure adeguate.
Al
contrario si prevedono intollerabili proposte di depauperamento economico, come
l’abolizione della Retribuzione Individuale di Anzianità (RIA) o di
deterioramento relazionale come la delegittimazione del Comitato dei Garanti, in
nome di una pretesa libertà di licenziamento che rischia di far venire meno la
costruzione del necessario rapporto fiduciario tra una azienda
ed i suoi dirigenti.
In
questo senso il Congresso dà ampio mandato al Segretario Nazionale ed alla Segreteria
tutta, di prevedere tutte le più articolate forme di lotta per evitare che tali
perniciosi intendimenti possano tradursi in realtà operative.
Il
Congresso, sottolineando positivamente il contributo offerto al dibattito dai
colleghi più giovani, evidenzia come fondamentali gli aspetti della formazione
e del
precariato, rimarcando, rispetto a quest’ultimo, la necessità di misure idonee
a risolverlo positivamente in tempi rapidi ed impegna la Segreteria ad attuare
tutte le forme di lotta necessarie.
Si
sottolineano le gravi carenze economiche della Finanziaria in discussione,
indispensabili per risolvere questa e tutte le necessità di crescita della dirigenza
penalizzata fiscalmente con la perdita del valore contrattuale del II° biennio economico 2004 / 2005.
Il
Congresso ribadisce la strategicità della linea sindacale, volta alla
costruzione di un sempre più grande Sindacato dei servizi che a partire dalla Umsped tenda a coinvolgere tutte le componenti della
sanità italiana, che svolga il compito di servizio e di agente intermedio al
fine di rappresentarne e tutelarne gli interessi omogenei.
L’Assemblea
congressuale esprime il proprio plauso alle iniziative del sindacato in campo
europeo, prime tra tutte l’ingresso nella FEMS, ritenendo essenziale il
collocamento delle esigenze strategiche nazionali in un contesto complessivo
comunitario, anche alla luce delle normative in fase di emanazione a Bruxelles.
Riguardo
al problema della informatizzazione, il Congresso dice sì alla teleradiologia,
ma solo a patto che siano rispettate determinate garanzie, e che non vada a
sminuire l’indispensabile contributo del medico. L’utilizzo degli strumenti
informatici deve andare a servizio dell’attività medica e non essere un modo
per ridurre la presenza ed il ruolo dei radiologi. E’ necessario, quindi,
mantenere il contatto con il paziente al centro della professione e fare della
teleradiologia uno strumento per migliorarne i risultati. Rendere le diagnosi
più veloci e precise e mettere in contatto professionisti che lavorano in
strutture diverse, così da condividere esperienze e conoscenze a tutto
vantaggio degli assistiti. Un cambiamento che deve avvenire con regole certe,
in ambienti informatici protetti, al riparo da intrusioni esterne, confusione
all’attribuzione delle cartelle cliniche e perdita di dati, nel rispetto delle
leggi esistenti e di regole validate dalle Società Scientifiche.